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Sono passati tre anni, ma ho ancora nei miei occhi quel concerto, quella serata,
e dopo, l'incontro con il Maestro nel back-stage nientepopodimenoche del Royal Albert Hall di Londra!!
E ora vi racconto com'è andata...
Avevo comprato i biglietti a gennaio, 5 mesi prima, tutto on-line... ultimo anello, perché era quasi SOLD OUT!!
A cinque mesi dal concerto TUTTO ESAURITO?
Facciamo la fila fuori dal tempio della musica mondiale, dove hanno suonato Beatles, Rollin' Stones, Eric Clapton,
Led Zeppelin... Ed ora il Maestro!
Entriamo ma io sono ancora la' a distanza di due anni,
con gli occhi che guardano il palco, e le lacrime che mi scendono a rivoli: sì, le lacrime.
Emozione, tanta emozione nel vedere quel luogo tutto "rosso": poltrone, interni, moquette.
Un sogno.
Non trattengo e piango di gioia a pensare che il mio idolo da sempre suonera' tra un'ora proprio lì.
Ma e' fantastico! Poi stendo da solo l'unico striscione del teatro
che si vede anche dal palco: l'ho portato dall'Italia e c'ho scritto "SIR ZUCCHERO"!
Lo guardano tutti da giu'. Sì Zucchero, sono qui a sentirti!
Si spengono le luci... le mie lacrime si trasformano nei flash colorati del palco... "Da notte fonda in poi..."
è "Iruben Me"...
Ma dopo tre pezzi io per primo mi alzo in piedi, e poi tutti gli italiani presenti, e poi gli inglesi
che mettono via il loro essere flemmatici e si abbandonano e si lasciano trasportare dalle emozioni.
Si balla e ci si diverte, ed il Maestro ci allieta per due ore ininterrotte; ballads e blues,
una versione di "Miserere", con la voce capionata del più grande tenore di tutti i tempi Luciano Pavarotti,
al quale Zucchero omaggia intrecciando la sua voce calda con le note possenti del "Pavaro";
i maxi-schermo montati ai lati dello stage mandano le immafini del video dell'unica canzone al mondo
che è metà Gospel e metà Lirica: che bella la tecnologia!
Poi bis, tris ed una "You Are So Beautiful" da brividi con David Sancious al piano.
La Royal Albert Hall ha un'acustica indescrivibile. E' il solo concerto della mia vita
(e ne avro' ascoltati 300 e piu') dove riesco a sentire tutto seppur lontano dal palco.
Tutta l'architettura è studiata per ascoltare musica: lo notano anche i musicisti di Zucchero!
Finisce il concerto e mi catapulto nel back-stage.
Con un sotterfugio tutto italiano convinco un uscere anglosassone a farmi passare dietro le quinte,
nei camerini, dove incontro Adriano Molinari, Mario Schilirò (col quale scambio opinioni e pareri sulla serata
e sulla favolosa acustica del teatro londinese), David Sancious (storia della musica mondiale).
Ma ad un certo punto, di spalle e con un berretto nero in testa, vedo a pochi metri da me il Maestro.
Lo chiamo, si gira e si avvicina immediatamente: mi chiede da dove veniamo e dicendogli che ho organizzato
il viaggio a Londra per il suo concerto, lui mi ringrazia come un amico.
E' proprio così: il mio amico Zucchero Fornaciari. Una persona squisita, disponibile, umile e per questo
grande.
Ho poche parole in gola: Zucchero è come me, una persona semplice e rispettosa dei suoi fan.
Ditemi voi come si puo' dimenticare una serata così... Solo chi ha poca sesibilità lo dimentica.
GRAZIE! GRAZIE! GRAZIE, GRANDE MAESTRO!
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